Territorio

Oleificio cooperativo Cima di Bitonto

 

32%
Superifice pugliese coltivata ad olio
24%
Aziende olivicole pugliesi
35%
Produzione pugliese di olio d'oliva

N.B. le percentuali su menzionate sono riferite alla produzione nazionale.

 

Lungo i 400 chilometri della regione, le caratteristiche del terreno e le condizioni climatiche cambiano e, di conseguenza, anche le varietà di piante si differenziano a seconda della zona di coltivazione. Infatti nella parte settentrionale prevalgono “Peranzana” e “Ogliarola del Gargano”; nella Puglia centrale troviamo “Coratina” e “Ogliarola Barese” meglio conosciuta con il nome di “Cima di Bitonto”; nella Puglia meridionale, invece, è presente la “Cellina di Nardò”. La varietà di oliva “Cima di Bitonto” ha concentrazione maggiore nel comune di Bitonto.

 

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Lo stemma di Bitonto raffigura un ulivo terrazzato di verde, simbolo di pace ed elemento distintivo del territorio bitontino. All’ulivo sono affrontati due leoni, che vogliono richiamare la forza del potere esecutivo della città, tenuta dai nobili e popolari. Sui rami dell’albero, 5 storni appollaiati, rappresentanti i cinque casati che ebbero in feudo la città, beccano un’oliva ciascuno. Lo scudo è sormontato da una corona marchesale e presenta alla base un ramo di ulivo e uno d leccio, annodati con un nastro rosso. Il nastro bianco sottostante riporta, in caratteri argentei, il motto in latino “AD PACEM PROMPTUM DESIGNAT OLIVA BOTONTUM”, che in italiano si può tradurre con: “L’oliva designa Bitonto alla possibile serenità”.

Nel raggio di 10 kilometri dalla città non v’è campo che non racchiude almeno alcuni maestosi alberi di olivo. La coltivazione del maggior numero di campi era, fino a qualche decina d’anni fa, a quinconce con filari di olivi alternati a filari di mandorli, essenze entrambe ben allignanti in suoli secchi e calcarei. Grazie alla maggiore richiesta di olio da esportare e alle sovvenzioni integrative europee per l’olivicoltura, sono stati spiantati i poco redditizi mandorli e sostituiti da giovani olivi. Fortunatamente la vicinanza dei porti adriatici di Molfetta e Bari agevolano notevolmente le esportazioni di olive da tavola e di olio.

 

Olio Cima di BitontoConosciuta come la Città degli Ulivi per gli estesi oliveti che la circondano e la produzione olearia che era già rinomata nel Settecento, Bitonto è per i baresi la zona dove si produce l’olio più buono, in particolare quello chiamato “Olio Cima di Bitonto”, una varietà tipica della zona che ha particolari caratteristiche: dal colore giallo intenso tendente al verdino e per il suo profumo e sapore di frutto non particolarmente accentuato con residuo sentore di mandorla. Bitonto con un patrimonio di oltre 1.700.000 alberi di ulivo si impone tra i maggiori produttori in Italia di olio extravergine di oliva caratterizzato da una bassissima acidità (0,21%) che viene esportato in tutta Europa e in America.